18 belle canzoni del 2016

Su questo blog più o meno regolarmente da qualche anno – in prossimità di Capodanno, in genere – raccolgo in un pezzo di riepilogo tutte le canzoni che ho ascoltato più spesso e più volentieri tra quelle pubblicate durante l’anno appena trascorso. Non è una classifica né una lista eterogenea – per niente – delle cose belle uscite nel 2016: per quelle ci sono i siti di musica e gli esperti. È solo un promemoria molto personale, utile a evitare che con il passare degli anni si sviluppi in me la detestabile convinzione che la musica-di-una-volta fosse migliore di quella attuale, qualunque cosa significhi. E ormai è anche un piccolo rituale a cui sono affezionato, banalmente Continua a leggere “18 belle canzoni del 2016”

Le feste di Natale, per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare

Leggendo del complicato caso recente di una donna statunitense di 29 anni, da molto tempo anoressica, che ha chiesto e ottenuto di poter rifiutare la nutrizione artificiale (lo ha stabilito una sentenza della Corte superiore della contea di Morris, in New Jersey), ho ricordato a me stesso quanto alienante e difficile possa essere il periodo delle feste di Natale per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare, e per i suoi familiari. Continua a leggere “Le feste di Natale, per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare”

Perdere il contatto

Da qualche giorno un gruppo di cantanti e complessi musicali piuttosto eterogeneo – ma potrebbero stare tranquillamente dentro la lineup di un festival musicale americano – sta partecipando a una campagna chiamata “30 Days, 30 Songs”, promossa dallo scrittore statunitense Dave Eggers (principalmente noto per il libro L’opera struggente di un formidabile genio). Si tratta di una iniziativa contro Donald Trump, ritenuto un candidato inadatto alla presidenza degli Stati Uniti dagli autori della campagna e da tutti i musicisti aderenti, o almeno quella è l’idea. Ogni giorno per trenta giorni – dal 10 ottobre scorso al prossimo 8 novembre, giorno in cui si terranno le elezioni presidenziali – sulle più comuni e usate piattaforme di streaming musicale sarà pubblicata una canzone il cui testo fa riferimento, implicito o esplicito, a Donald Trump (alcune canzoni sono nuove di sana pianta, altre – come quella dei R.E.M. – sono riadattate per l’uso, diciamo). Continua a leggere “Perdere il contatto”

Inchiesteption

La puntata di Report di ieri, domenica 29 maggio, riguardo gli antibiotici e le condizioni igienico-sanitarie di alcuni allevamenti di animali in Italia, ha ottenuto una vasta e meritata attenzione sia per la rilevanza dei temi trattati sia per la popolarità delle aziende coinvolte in una delle inchieste. Della serie lana caprina per addetti e guardare-il-dito-non-la-luna, io però con certi servizi di Report e di altri (anche su Rai 3) mi chiedo spesso questa cosa: la serietà dell’argomento dell’inchiesta in sé – a prescindere da eventuali giudizi di merito sul contenuto (ammesso che ne sia richiesto uno ai non deputati a darne) – non dovrebbe richiedere agli autori una particolare attenzione anche nella cura della forma con cui quel contenuto è “confezionato” e presentato? Una forma non dico più “neutra” – che non significa niente, tra l’altro – ma quantomeno più esteticamente sobria non sarebbe più adatta? Parlo delle musiche. Continua a leggere “Inchiesteption”

Una cosa che so (e mi basta) del fascismo

Una volta Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri durante il regime fascista e genero di Benito Mussolini, scrisse – in un appunto del 22 settembre 1939 – di aver visto a Roma, in via Vittorio Veneto, un gruppo di squadristi guidati da Achille Starace, segretario del partito fascista e poi capo delle camicie nere (la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale), prendere a bastonate un signore anziano (“una persona assolutamente innocua”, di origine straniera, scrive Ciano) colpevole di aver usato il pronome di cortesia “lei” anziché il “voi”. E durante il Fascismo si doveva usare il “voi”, non il “lei”: Continua a leggere “Una cosa che so (e mi basta) del fascismo”

“11 mila posti di lavoro”

Domenica 17 aprile, intorno alle 23:00, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha tenuto un discorso riguardo l’esito del referendum sulla “durata delle trivellazioni in mare” entro 12 miglia dalla costa da parte dei già detentori delle concessioni estrattive. Il referendum non ha raggiunto il quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto, e quindi l’abrogazione proposta nel referendum è stata respinta. «Levo simbolicamente i calici con quelle undicimila persone che avrebbero rischiato il posto di lavoro, e per i quali abbiamo lavorato, e per i quali abbiamo proposto l’astensione ai cittadini», ha detto il presidente. Continua a leggere ““11 mila posti di lavoro””

Una cosa di cui esser grati e orgogliosi

Abituati come siamo ad assecondare quell’inclinazione attualissima a raccontare selettivamente, delle nostre giornate e del nostro tempo, tutto ciò che ci sembra non funzionare (o funzionare male), a volte tralasciamo di segnalare tutto quello che invece – pure in contesti con risaputi limiti e condizionamenti ambientali: in Calabria – funziona molto bene. Continua a leggere “Una cosa di cui esser grati e orgogliosi”