Rassegna della domenica

  • I giovani fanno scena muta [La Lettura, Corriere della Sera]
    Una riflessione di Federico Fubini (a partire dalla bellissima storia di Piero Sraffa, peraltro) sull’incapacità dei giovani italiani di dare forma istituzionale alla loro voce, anzi di parlare proprio. E pure una constatazione demografica finale sul paese che siamo: vecchio.
  • I test folli dei cacciatori di teste [Corriere della Sera]
    «Quante mucche ci sono in Canada? A cosa pensi quando sei solo in macchina? Che utensile da cucina vorresti essere?». Si chiama stress interview e consiste in una serie di domande a raffica e a capocchia a cui potresti dover rispondere se vuoi lavorare per certe aziende negli Stati Uniti. L’articolo è di Paolo Di Stefano, a partire da una lista della CBS, le 25 domande più assurde in un colloquio di lavoro. Quelle per entrare in Google erano un tantino più sottili, a dire il vero.
  • Tecnomani manuali [Domenica, Il Sole 24 Ore – online nix, per ora]
    Siccome abbiamo abbandonato ogni pratica manuale a favore del touch e del digitale, e siccome tra un po’ non sapremo manco più allacciarci le scarpe, certi ricercatori (Daniela K. Rosner, Gustavo Marfia, Marco Roccetti) si sono inventati le macchine che ti assistono mentre rattoppi il maglione o mentre fai la pasta in casa o cose così. Funziona, dice, ma è tutto molto triste. Ah sì?
  • Riscoprire la calligrafia [Corriere della Sera]
    Ancora per la fortunata serie “riprendiamo a fare cose con le mani”, Guido Ceronetti, anni 86, condannato alle tastiere da un diploma precoce in stenodattilografia, ha deciso di re-imparare a scrivere. Ché la grafia manuale è una cosa molto importante e dovremmo pensarci tutti, dice. Come quando si rientrava dalle vacanze estive e manco ti ricordavi come si tiene la penna in mano, presente? Solo che qui siamo in vacanza da quindici anni, tipo.
  • Tifoni oceanici coreani [Domenica, Il Sole 24 Ore]
    I dieci dischi non-italiani del 2012 da recuperare, secondo Matteo Bordone. Con due righe di informazioni minime per ciascun artista. (E invece le dieci canzoni? Tòh le mie).

Dritta: La Lettura è l’allegato domenicale del Corriere ed è uno degli inserti migliori degli ultimi anni. Per qualche strana ragione, gli articoli del sito lettura.corriere.it (sono quelli del cartaceo, pubblicati a scaglioni nel corso della settimana seguente l’uscita in edicola) sono riproposti con una soluzione grafica particolarmente sfavorevole: testo microscopico grigino su sfondo chiaro. Cioè finisci di leggere che sei incazzato e non sai perché. Per questo sito e qualsiasi altro testo illeggibile, ho scoperto questo Readability un paio d’anni fa, una roba che permette di convertire e visualizzare l’articolo in maniera decente (puoi scegliere dimensione e colore della font, larghezza della colonna, colore dello sfondo, puoi anche convertirlo per Kindle o altri dispositivi). E ricordate il motto: loro non aiutano ma noi mettiamocela tutta.

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