La madonna dei “pilastri”

Da 160 anni il 12 febbraio ricorre la festa della Madonna del “Pilerio”, patrona della mia città di nascita (Cosenza). È una storia non eccezionale ma piuttosto emblematica dell’origine delle feste patronali di molte città del sud Italia, territorio ad elevata pericolosità sismica.

“Pilerio” — che a Cosenza è anche un nome maschile, scarsamente diffuso – ha un’etimologia piuttosto controversa ma con ogni probabilità risale al latino “píla”, colonna, da cui deriva anche la parola italiana “pilastro” (e un suo senso ce l’avrebbe pure, chiamarla la Madonna dei pilastri, ma in effetti suonerebbe male).

Negli anni Settanta, a Cosenza, fu stabilito che questo dipinto a tempera su tavola raffigurante la Madonna del Pilerio risalirebbe al XII secolo.
Negli anni Settanta, a Cosenza, fu stabilito che questo dipinto a tempera su tavola raffigurante la Madonna del Pilerio risalirebbe al XII secolo.
La storia è lunga e piena di dettagli mitologici affascinanti, ma diciamo che il culto esteso di questa divinità risale sostanzialmente alla seconda metà del XVI secolo, quando ai poteri prodigiosi della Vergine venne riconosciuto il merito di una progressiva regressione dell’epidemia di peste diffusa a Cosenza e in molte altre zone del Regno di Sicilia tra il Cinquecento e il Seicento.

Dopo l’istituzione di una ricorrenza ufficiale – inizialmente fissata al 17 aprile, nel 1607 – trascorsero circa 150 anni in cui la peste bubbonica lasciò progressivamente il posto al caro vecchio terremoto, nell’immaginario delle calamità naturali più perniciose, da cui l’istituzione di una serie di nuove ricorrenze per celebrare di volta in volta la sopravvivenza della comunità – sempre per intercessione della Vergine – a questo o a quel terremoto.

Fino al 12 febbraio 1854, quando un devastante terremoto di magnitudo locale 5.6 provocò numerosi danni e, secondo stime approssimative, la morte di centinaia di persone nell’alta valle del fiume Crati. Unanimemente fu stabilito che la celebrazione definitiva della Madonna dei pilastri-pilerio dovesse avvenire il 12 febbraio, e così è rimasto da allora, sebbene altri fenomeni funesti nel corso dei decenni seguenti abbiano a lungo conteso al terremoto del 54 il ruolo di devastazione epica.

pericolosità sismica

Mi piace pensare che le celebrazioni odierne siano occasione di festa per una comunità orgogliosa delle proprie radici come lo sono io, ma ormai pienamente consapevole del fatto che la sismologia – soprattutto per noi che abitiamo quella instabile porzione del pianeta – spieghi certe cose in modo più utile e soddisfacente di quanto non lo faccia la madonna dei pilastri (a cui tutti continueremo a volere bene lo stesso).

Cioè sarebbe bello se questa cosa della madonna fosse una specie di pretesto: per iniziative, corsi di sicurezza, mostre e cose così. Insomma un’occasione per ricordare che il terremoto da noi è una cosa molto seria. Almeno quanto la madonna del Pilerio.

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