Inchiesteption

La puntata di Report di ieri, domenica 29 maggio, riguardo gli antibiotici e le condizioni igienico-sanitarie di alcuni allevamenti di animali in Italia, ha ottenuto una vasta e meritata attenzione sia per la rilevanza dei temi trattati sia per la popolarità delle aziende coinvolte in una delle inchieste. Della serie lana caprina per addetti e guardare-il-dito-non-la-luna, io però con certi servizi di Report e di altri (anche su Rai 3) mi chiedo spesso questa cosa: la serietà dell’argomento dell’inchiesta in sé – a prescindere da eventuali giudizi di merito sul contenuto (ammesso che ne sia richiesto uno ai non deputati a darne) – non dovrebbe richiedere agli autori una particolare attenzione anche nella cura della forma con cui quel contenuto è “confezionato” e presentato? Una forma non dico più “neutra” – che non significa niente, tra l’altro – ma quantomeno più esteticamente sobria non sarebbe più adatta? Parlo delle musiche.

Non conosco il metodo di lavoro in Report, ma suppongo che una parte del tempo degli autori dei servizi sia effettivamente destinato alla scelta delle musiche, e immagino quanto complesso e noioso sia il compito di cercarle, trovarle, considerare i diritti di proprietà e tutto il resto. Ma tre topi che corrono su un gruppo di maiali da allevamento in apparentemente pessime condizioni di salute e di igiene, come immagine, mi pare notevole di suo. Intuisco l’obiettivo ma me lo chiedo lo stesso: che bisogno c’è di accompagnare quest’immagine con un brano scritto dal compositore Hans Zimmer per la colonna sonora di un colossal fantascientifico da decine di milioni di dollari? Cosa ci azzecca il “BRAAAM!” con un servizio sugli antibiotici e sugli allevamenti intensivi?

[ dal minuto 20:40 – video ]

Va ogni volta così: che cerco di stare attento ma finisce che quella musica mi distrae, mi infastidisce, cioè il contrario di quello che verosimilmente dovrebbe fare nelle intenzioni degli autori. Peggio: mi sento trattato da scemo. È così indispensabile quel “packaging“? Esisterà una qualche informazione autoevidente che non richieda alcuna colonna sonora, oppure no? E se no, se tutto davvero deve sempre essere accompagnato dalle musiche (perché una lunga serie di studi che ignoro magari lo suggerisce), sicuri che quella colonna sonora sia una scelta adatta a un servizio di informazione e non a una parodia dei the JackaL?

Forse è così e basta, e non c’è niente da fare perché è così da sempre. E perderemo anche questa battaglia. E tra un po’ anzi cominceremo a leggere sotto i video delle musiche di Hans Zimmer su YouTube “Report brought me here!“.

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