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American Sniper è un film diretto da Clint Eastwood che racconta la storia di Chris Kyle, un soldato statunitense – un Navy SEAL, per la precisione – divenuto noto come “il cecchino più letale della storia degli Stati Uniti”, autore di un’autobiografia molto venduta negli Stati Uniti su cui è basata una parte della sceneggiatura stessa del film. In Italia il film è andato e sta andando benissimo: finora, in tre settimane, sono stati venduti biglietti per 15,4 milioni di euro. In Italia, per adesso, è il film più visto al cinema nel 2015. Continua a leggere

Un’ora sola ti vorrei

Un progetto recente di una fotografa newyorkese mi ha ricordato di colpo uno dei più bei film che abbia mai visto. È un film italiano di quattordici anni fa, di quel genere che viene solitamente definito film documentario, ma di un tipo particolare: utilizza la tecnica del cosiddetto found footage, che in pratica è quando il regista usa vecchi filmati esistenti, da lui ritrovati da qualche parte, e li rimette insieme tirandone fuori tutto un altro senso. Oddio, poi magari il senso è sempre quello, ma già solo per ritrovare quel materiale e presentarlo in un modo sensato occorre un certo gusto estetico, che in definitiva fa la differenza tra quelli bravi col found footage e quelli che è meglio lasciar stare.
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Tre cose di Moonrise Kingdom

Ho visto questo film colpevolmente in ritardo, cui peraltro va aggiunto il ritardo della distribuzione italiana rispetto al resto del mondo (Giappone e Corea del Sud, tenete duro). Detto che è un film bello, e di quel bello che non è un fatto di gusti, ci sono tre cose – tre oggetti, proprio – che raccontano già tutto: la mappa, il binocolo, il giradischi. E che mi fanno dire che Moonrise Kingdom è un film sulla nostalgia del limite e dell’esperienza perduta. Poi ognuno ci vede il diavolo che gli pare, ma lo spettatore con predisposizione genetica alla nostomania è praticamente spacciato. Mi spiego.
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