Una cosa che so (e mi basta) del fascismo

Una volta Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri durante il regime fascista e genero di Benito Mussolini, scrisse – in un appunto del 22 settembre 1939 – di aver visto a Roma, in via Vittorio Veneto, un gruppo di squadristi guidati da Achille Starace, segretario del partito fascista e poi capo delle camicie nere (la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale), prendere a bastonate un signore anziano (“una persona assolutamente innocua”, di origine straniera, scrive Ciano) colpevole di aver usato il pronome di cortesia “lei” anziché il “voi”. E durante il Fascismo si doveva usare il “voi”, non il “lei”: Continua a leggere “Una cosa che so (e mi basta) del fascismo”

“11 mila posti di lavoro”

Domenica 17 aprile, intorno alle 23:00, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha tenuto un discorso riguardo l’esito del referendum sulla “durata delle trivellazioni in mare” entro 12 miglia dalla costa da parte dei già detentori delle concessioni estrattive. Il referendum non ha raggiunto il quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto, e quindi l’abrogazione proposta nel referendum è stata respinta. «Levo simbolicamente i calici con quelle undicimila persone che avrebbero rischiato il posto di lavoro, e per i quali abbiamo lavorato, e per i quali abbiamo proposto l’astensione ai cittadini», ha detto il presidente. Continua a leggere ““11 mila posti di lavoro””

Una cosa di cui esser grati e orgogliosi

Abituati come siamo ad assecondare quell’inclinazione attualissima a raccontare selettivamente, delle nostre giornate e del nostro tempo, tutto ciò che ci sembra non funzionare (o funzionare male), a volte tralasciamo di segnalare tutto quello che invece – pure in contesti con risaputi limiti e condizionamenti ambientali: in Calabria – funziona molto bene. Continua a leggere “Una cosa di cui esser grati e orgogliosi”

Come se l’abitante di Leros fossi io

Nel luglio 1944 la guerra era vicina alla conclusione: le armate tedesche erano state pesantemente indebolite, su più fronti, dagli attacchi degli Alleati in Normandia e in Bielorussia. È il momento peggiore in tutti i conflitti: quando da perdere resta poco.

Rodi, nell’arcipelago del Dodecaneso, era ancora occupata dalle truppe tedesche che nel settembre dell’anno precedente avevano rimosso le unità italiane presenti sull’isola. Era passato quasi un anno, e agli abitanti di Rodi Continua a leggere “Come se l’abitante di Leros fossi io”

“We’ve got five years”

David Bowie, morto ieri a 69 anni, ne aveva 36 quando sono nato io, e aveva già fatto quasi tutte le cose per cui viene descritto e celebrato oggi come uno dei più grandi di sempre della musica rock. Ma per quanto magnifiche fossero quelle cose, nessuna era mai entrata in casa mia – e va’ a sapere perché – attraverso i dischi di mio padre o le audiocassette registrate e regalate alle mie sorelle dai loro compagni di scuola (le mie principali forme di contatto con la musica per lunga parte della mia infanzia). Quindi con David Bowie io arrivavo non tardi: tardissimo, quando al liceo cominciai ad ascoltare cose sue.  Continua a leggere ““We’ve got five years””

«Quella foto non mi ha fatto alcun effetto»

Una persona a cui sono molto legato, la cui generosità e sensibilità ho l’opportunità e la fortuna di conoscere da alcuni anni, mi ha descritto la sua reazione alla visione della fotografia del cadavere del bambino siriano trovato mercoledì 2 settembre su una spiaggia di Bodrum, in Turchia, mostrata e discussa da diverse ore sui giornali di mezzo mondo. «Non mi ha fatto alcun effetto», mi ha detto dopo un breve silenzio, con un imbarazzo sincero ma misurato, e con una spontaneità che probabilmente avrebbe timore di mostrare in una conversazione con uno sconosciuto, per paura dell’idea che quello sconosciuto potrebbe farsi di lei.
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