Come se l’abitante di Leros fossi io

Nel luglio 1944 la guerra era vicina alla conclusione: le armate tedesche erano state pesantemente indebolite, su più fronti, dagli attacchi degli Alleati in Normandia e in Bielorussia. È il momento peggiore in tutti i conflitti: quando da perdere resta poco.

Rodi, nell’arcipelago del Dodecaneso, era ancora occupata dalle truppe tedesche che nel settembre dell’anno precedente avevano rimosso le unità italiane presenti sull’isola. Era passato quasi un anno, e agli abitanti di Rodi Continua a leggere “Come se l’abitante di Leros fossi io”

“We’ve got five years”

David Bowie, morto ieri a 69 anni, ne aveva 36 quando sono nato io, e aveva già fatto quasi tutte le cose per cui viene descritto e celebrato oggi come uno dei più grandi di sempre della musica rock. Ma per quanto magnifiche fossero quelle cose, nessuna era mai entrata in casa mia – e va’ a sapere perché – attraverso i dischi di mio padre o le audiocassette registrate e regalate alle mie sorelle dai loro compagni di scuola (le mie principali forme di contatto con la musica per lunga parte della mia infanzia). Quindi con David Bowie io arrivavo non tardi: tardissimo, quando al liceo cominciai ad ascoltare cose sue.  Continua a leggere ““We’ve got five years””

«Quella foto non mi ha fatto alcun effetto»

Una persona a cui sono molto legato, la cui generosità e sensibilità ho l’opportunità e la fortuna di conoscere da alcuni anni, mi ha descritto la sua reazione alla visione della fotografia del cadavere del bambino siriano trovato mercoledì 2 settembre su una spiaggia di Bodrum, in Turchia, mostrata e discussa da diverse ore sui giornali di mezzo mondo. «Non mi ha fatto alcun effetto», mi ha detto dopo un breve silenzio, con un imbarazzo sincero ma misurato, e con una spontaneità che probabilmente avrebbe timore di mostrare in una conversazione con uno sconosciuto, per paura dell’idea che quello sconosciuto potrebbe farsi di lei.
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Qui un tempo era tutto Woodward e Bernstein

Grazie a un contorto ma abbastanza frequente meccanismo di circolazione di vecchie cose online (stavolta via Reddit, credo) ho da poco recuperato un breve articolo scritto nel 2011 da Gene Weingarten, storico giornalista del Washington Post, due volte vincitore del premio Pulitzer negli ultimi otto anni (è l’autore, tra le altre cose, di quel lungo e apprezzato articolo sui bambini dimenticati in macchina e sui genitori di quei bambini). Curioso – ed emblematico, ma non so bene di cosa – che lo stesso Weingarten non sia consapevole del perché questo suo vecchio articolo del 2011 (una lettera a uno studente di giornalismo) sia improvvisamente riemerso nelle ultime ore.
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Cosa non c’è in American Sniper

American Sniper è un film diretto da Clint Eastwood che racconta la storia di Chris Kyle, un soldato statunitense – un Navy SEAL, per la precisione – divenuto noto come “il cecchino più letale della storia degli Stati Uniti”, autore di un’autobiografia molto venduta negli Stati Uniti su cui è basata una parte della sceneggiatura stessa del film. In Italia il film è andato e sta andando benissimo: finora, in tre settimane, sono stati venduti biglietti per 15,4 milioni di euro. In Italia, per adesso, è il film più visto al cinema nel 2015. Continua a leggere “Cosa non c’è in American Sniper”

I dischi del 2014 che regalerei

Li appunto qui altrimenti poi dimentico cosa ho ascoltato l’anno scorso e finisco come quelli che dicono che i dischi belli non li fanno più, e non è vero.
Nota: “che regalerei” è solo un modo alternativo di dire “i miei preferiti” tra quelli che sono usciti nel 2014. Ma è anche relativamente vero, dato che ancora mi capita di regalare dischi (anzi è soltanto per regalarli, che mi capita di comprarli materialmente). Nota 2: è una selezione pesantemente condizionata dai miei gusti limitati e dai soli modi in cui ascolto musica nuova. E chissà quante belle cose italiane mi perdo, lo so.
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